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20Mag 2021

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Pandemia & microchip: una crisi mondiale

Shortage microchip

La scarsità di microprocessori sta diventando un problema per l’economia e le soluzioni non saranno immediate

Pandemia: un pretesto?

I microchip sono il “cervello” di moltissimi dispositivi, e non solo quelli legati all’Information Technology. Elettrodomestici, apparati industriali, automobili, tutto è diventato “intelligente” grazie a questi componenti. Il problema della scarsità di produzione ha assunto dimensioni mondiali, preoccupando gli stati occidentali, dagli USA all’Unione Europea. Senza chip disponibili la produzione rallenta, ma la domanda del mercato cresce. Una spirale che sta mettendo in crisi tantissimi settori del mercato.

Le cause della scarsità di produzione sono diverse e concomitanti, alcuni analisti la definiscono una “tempesta perfetta”. Il fattore scatenante è stato il Covid-19, ma la crisi è globale e rischia di durare molto tempo per i punti deboli strutturali degli anni precedenti.

Le fabbriche avevano bloccato la produzione a causa dei primi primi lockdown del 2020, accumulando ordini arretrati. Una volta ripartito il ciclo produttivo, per soddisfare l’enorme domanda di Notebook, tablet, smartphone e tutti gli accessori necessari allo smartworking, alla DAD o semplicemente per divertimento (webcam, auricolari, monitor, TV, console) durante i vari lockdown, non sono comunque riusciti a far fronte alle richieste del mercato.

In questa situazione, è impossibile aumentare la capacità produttiva in tempi brevi: oltre alla complessità produttiva si aggiunga quella per costruire nuove fabbriche. Potrebbero volerci almeno 5 anni prima che una nuova fabbrica diventi totalmente operativa, senza considerare gli investimenti.

shortage

Anche la “supply chain” è in crisi

La produzione dei microchip è solo il primo anello di una lunga catena: integrare i componenti nei prodotti che li richiedono e il conseguente “imbuto” logistico della consegna.
Le supply chain sono ora snelle e integrate per ottimizzarne l’efficienza,; di fronte all’arretrato dei primi mesi del 2020 e all’aumento imprevisto dei volumi, pagano ora in termini di flessibilità e scalabilità.

Ogni fase della supply chain è in crisi: il trasporto via nave non ha container a sufficienza, le tariffe di noleggio sono triplicate, i porti sono in ritardo nello scaricamento, non ci sono abbastanza mezzi per il trasporto via terra e i corrieri non riescono a mantenere i tempi di consegna pre-Covid.

Altri fattori hanno poi contribuito a rendere la carenza di chip così critica, qualche esempio ancora: gli smartphone 5G usano più chip delle generazioni precedenti, la guerra dei dazi tra USA e Cina ha spinto produttori di vari settori ad accumulare scorte di chip, e non ultimi i disastri (incendi, ondate di gelo) che hanno fermato varie fabbriche di componenti di chip in giro per il mondo. I produttori a loro volta, cercano di trarre il massimo profitto dalla situazione contingente, concentrando i chip disponibili sui modelli a più alto margine di fascia alta.