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30Ago 2021

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PNRR e Industria 4.0 requistiti per accedere

Novità e normative by Massimo Federici

Innovazione 4.0 e PNRR: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

L’innovazione digitale ha permesso a molte aziende di incrementare il profitto durante la pandemia.

L’impatto della pandemia non è stato negativo per tutti i settori economici: le aziende che erano in cima alla curva dei profitti prima di questa crisi si stanno dimostrando “resilienti”.
Semiconduttori, farmaceutica, logistica o prodotti per uso personale, sono alcuni settori dove si sono registrati forti incrementi negli ultimi 12-18 mesi.

L’innovazione è palese per chi ha potenziato o introdotto siti di e-commerce o nuovi canali digitali durante la pandemia, nonché per coloro che hanno creato nuovi prodotti o servizi, dove il digitale ha giocato un ruolo chiave.

Qui di seguito alcuni dati di una ricerca di Unioncamere svolta su imprese manifatturiere tra 5 e 499 addetti.
Le aziende che vedono un ritorno già entro il 2022 ai livelli pre-Covid sono per il 61% quelle che hanno già avviato la trasformazione digitale. Dalla stessa ricerca però risulta che molte imprese intervistate non hanno ancora predisposto piani d’investimento in ambito green e digitale.

E’ sicuramente necessario il supporto di finanziamenti istituzionali per accelerare e consentire un’equa ripresa e una maggiore diffusione dei paradigmi di produzione 4.0.

Pnrr: supporto per accelerare la ripresa 4.0 sostenibile

Il piano “Next Generation EU” prevede la disponibilità di 750 miliardi di euro dal 2021 al 2027, l’Italia avrà accesso a una quota di 209 miliardi che confluiscono nel nuovo Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (Pnrr). 

Proprio sul tema Industria 4.0 è necessario accelerare: solo il 17% delle aziende intervistate ha già investito o sta investendo almeno in ambito transizione digitale, ma solo il 6% delle PMI hanno in corso un processo di trasformazione green/digitale.

Le criticità aumentano se si considera che, dopo cinque anni dall’entrata in vigore degli incentivi in innovazione, in media un terzo delle aziende dichiara di non avere ancora ben compreso che cosa significhi investire in ambito Industria 4.0, specialmente nelle micro-imprese, che costituiscono una larga fetta del tessuto produttivo italiano.

  • Industria 4.0: il perimetro tecnologico

     

    Cosa si intende quando parliamo di Industria 4.0? L’argomento è decisamente vasto e articolato, possiamo distinguere quattro ambiti principali:

    Operation technologies – tecnologie strumentali per la produzione dei dati. In quest’ambito rientrano tradizionali sistemi come SCADA (Supervisory Control And Data Acquisition – un sistema informatico distribuito per monitoraggio e supervisione di sistemi fisici). e PLC (Programmable Logic Controller, sistema di controllo di macchine e processi industriali), le diverse tipologie di sensoristica, la robotica collaborativa, i droni o le wearable technologies (visori o guanti intelligenti).

    Enabling ICT technologies & solutions – tecnologie di comunicazione e connettività per la trasmissione dei dati o in ambito cybersecurity, a protezione dei dati medesimi.

    Integration tech – consentono la raccolta, la gestione e l’omogeneizzazione dei dati e vedono il cloud computing e l’IoT  tra le principali tecnologie abilitanti

    Business IT solutions – per la trasformazione dei dati in informazioni strategiche (ottimizzazione dei processi produttivi o realizzazione di nuovi prodotti): BigData e Analytics, intelligenza artificiale (AI),  blockchain, per citare le principali.

  • Ogni ambito, raggruppa quindi una serie di tecnologie, occupando un diverso ruolo nella catena del valore della gestione del dato. 
  • Le aziende che avevano già fatto investimenti in passato in tecnologie di Industria 4.0, hanno già raggiunto un buon livello di maturità, sono riuscite a contrastare meglio gli effetti della pandemia e a garantire la “business continuity”.
  • Secondo il 94% degli intervistati, l’Industry 4.0 e le tecnologie ad essa collegate sono state fondamentali per garantire il funzionamento delle attività durante la crisi e più della metà delle imprese (56%) ritiene che queste tecnologie siano state essenziali per rispondere alla crisi.
  • Lo ripetiamo, le aziende hanno bisogno di un supporto per arrivare al successo : solo il 26% dichiara di aver raggiunto un traguardo in ambito 4.0, e tale risultato è purtroppo inferiore di oltre il 40% rispetto all’anno precedente, e addirittura al di sotto del livello registrato nel 2017.Anche per questa ragione, la spinta degli investimenti istituzionali per una Transizione 4.0 sarà fondamentale, se supportata da adeguate campagne di sensibilizzazione sul tessuto industriale italiano, senza lasciare nessuno indietro.