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Museo dell'informatica

Dalle macchine per ufficio meccaniche alla tecnologia digitale

Visita il nostro museo, potrai vedere e toccare da vicino l'evoluzione tecnologica degli ultimi decenni

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Museo dell'Informatica e del Personal Computer

40 anni di  innovazione tecnologica, dalle macchine per scrivere alle calcolatrici, dai Personal Computer al futuro della trasformazione digitale

team memores computer logo

Team Memores festeggia 40 anni di storia e successi; nessun’altra azienda piacentina può vantare una vita così longeva nel mondo dell’Information Technology, rimanendo un riferimento importante per conoscenza ed esperienza.

Per celebrare questa ricorrenza abbiamo allestito un Museo dell’Informatica che illustra il percorso tecnologico di questi anni e una visione verso la trasformazione digitale.

La preistoria: macchinari per la scrittura

Per alcuni secoli le macchine per scrivere, opera di inventori solitari, furono il frutto di esperimenti e senza pratiche applicazioni. Non riuscirono in alcun modo a scalfire la supremazia della scrittura manuale e il “prestigio” delle penne d’oca.

Il primo “strumento” per scrivere risale al 1500: una sorta di “scrittura tattile” fatta di dadi di legno montati su aste recanti caratteri in rilievo. L’autore è un certo Rampazzetto.

Seguono nel tempo marchingegni dai nomi bizzarri: tachitipo, machine tachigraphique, chirographer. Si tratta spesso di trabiccoli in legno, marchingegni scarsamente utilizzabili e mai prodotti in quantità rilevanti.

Tuttavia, proprio alcune geniali intuizioni di epoche lontane permetteranno in futuro di progettare e produrre macchine per scrivere e macchine da calcolo meccanico, come quelle presenti nella nostra esposizione.

museo informatica

La storia: macchine per scrivere e calcolatrici

Il primo computer usato dall’uomo è … la mano. Con le dita delle mani gli Egiziani riuscirono a rappresentare tutti i numeri fino a 9.999, eseguire addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e calcoli più complessi.

Il termine inglese “digit” (cifra), oggi tanto usato, deriva proprio dalla parola latina digitus, “dito”.

Nell’antichità, per i calcoli si utilizzavano bastoncini, pietruzze, aste con tacche e cordicelle con nodi. L’abaco è il progenitore del più moderno pallottoliere e pare abbia più di 5000 anni. La parola viene dal semitico “abq”, che significa polvere, sabbia. Gli esemplari più antichi appartennero ai Maya, Egiziani, Cinesi, Romani, hanno più di 2000 anni.

L’abaco è lo strumento utilizzato ancora oggi per il primo insegnamento dei calcoli matematici ai bambini.

Le prime macchine calcolatrici meccaniche nacquero nel XVII secolo ad opera di Pascal e Leibnitz; Nel 1640 il matematico francese Pascal inventa un apparecchio in grado di svolgere soltanto addizioni e che prende il nome di Pascalina. Poco più tardi, il tedesco Leibniz realizza un calcolatore in grado di compiere anche le moltiplicazioni e che servirà da guida per tutti coloro che si cimenteranno, nel secolo seguente, nella realizzazione di calcolatrici più avanzate.

Il primo calcolatore meccanico automatico utilizzava schede perforate e fu realizzato da Sir Charles Babbage (aveva come assistente Lady Ada Lovelace Byron, figlia del poeta, dalla quale deriva il moderno linguaggio di programmazione ADA); agli inizi del ‘900 IBM costruì i primi calcolatori a schede perforate per il censimento della popolazione degli Stati Uniti, il cui tempo si ridusse drasticamente da molti anni a pochi mesi.

Negli anni ‘50 si assiste al passaggio a calcolatrici con motore elettrico in grado di svolgere le quattro operazioni di base.

storia elettronica

Il Personal Computer

Dal 1965 al 1975 si assiste alla nascita del PERSONAL COMPUTER

Nel 1970 INTEL produsse il primo microprocessore (4004), nel 1975 comparve il primo microcomputer, l’Altair, per il quale Bill Gates (allora ragazzino) scrisse l’interprete BASIC.

Italiani, francesi e americani – i primi con la Programma P101 presentata  nel 1965; i secondi con il Micral-N del 1973; i terzi con l’Altair 8800 del 1975 – si contendono la primogenitura nel campo dei Personal Computer.

Se si prende come riferimento la classica configurazione del PC dei giorni nostri (cabinet, tastiera, mouse, monitor, memoria di massa e microprocessore), nessuno dei tre ha tutti questi requisiti, ma certamente quello che per concezione più si avvicina al Personal computer è la Programma 101 Olivetti, annunciata quasi dieci anni prima degli altri.

I PC veri e propri arrivano nel 1977: Apple produce l’Apple II, Commodore il PET 2001 e Tandy il TRS 80 Model I. Scrive A.D. Chandler ne “La rivoluzione elettronica” (Università Bocconi Editore, Milano, 2003):

Li chiamano MICROCOMPUTER nasce un nuovo settore industriale nel 1977 con imprese avevano capacità produttive e di marketing sufficientemente integrate per mettere in commercio un computer personale completo. Apple in California, Commodore in Pennsylvania e Tandy nel Texas.

Dalla metà degli anni Settanta e fino ai primissimi anni Ottanta si assiste ad una vera e propria corsa alla costruzione di nuovi modelli di PC.

Ma questi computer sono fra loro “incompatibili”. Hanno sistemi operativi proprietari, non “parlano” tra loro.

Si impone la necessità di passare dati e programmi da una macchina all’altra senza dover obbligatoriamente ricorrere allo stesso modello di computer.

È IBM, nel 1981, con il suo PC dotato di sistema operativo MS DOS di Microsoft a gettare le basi per lo sviluppo definitivo di questo nuovo settore. Molti altri costruttori seguono IBM e inizia così la costruzione, su vasta scala, di PC compatibili.

Anche Olivetti segue questa strada. Nel 1983, abbandonato l’M20 con il suo sistema operativo proprietario (PCOS), mette sul mercato l’M24, dalle prestazioni superiori al PC IBM. L’Olivetti nel 1986 è il primo produttore europeo ed il terzo al mondo di Personal Computer.

Negli ultimi 40 anni la storia dell’informatica corre velocissima….

Si susseguono le innovazioni, la spinta di INTEL e MICROSOFT verso un’architettura aperta è inarrestabile.

 

Dal 2000… è ormai storia “moderna”. Computer sempre più potenti, più compatti, più efficienti, hanno portato la microinformatica a diventare la protagonista principale della corsa alla digitalizzazione.

Le reti di connessione WAN e LAN, i moderni software di produttività come generano un processo di innovazione che si allarga anche alle piccole Aziende.

Internet, la telefonia mobile, l’avvento dei Social farà esplodere l’uso della tecnologia anche in ambito individuale. Ci sono ancora angoli remoti della terra dove manca l’acqua potabile, sono arrivate prima l’informatica e le telecomunicazioni.

 

il XXI° secolo corre veloce, tutto (o quasi) passa per il DIGITALE.

 

Cosa ci riserverà il futuro?

olivetti pc

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